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BOX Europa 2010
Focus Glocal MONITOR

Paesi in concorrenza

L'ITALIA VIAGGIA IN RETROGUARDIA ECCO LE PAGELLE


L'analisi dell'IMD di Losanna sul sistema competitivo dei Paesi e delle aziende ha visto la conferma del primato degli USA nel mondo. Negli ultimi 20 anni gli Stati Uniti hanno avuto un tasso di crescita annuo del 3%. Anche tra i Paesi dell'Europa del Nord, area scandinava in testa, continua il trend di crescita degli ultimi anni con performance formidabili.

E l'Italia? Non ci siamo schiodati dalla trentesima posizione, la stessa dello scorso anno. Non solo siamo il fanalino di coda tra i partner dell'Unione europea, ma siamo anche preceduti da Stati quali l'Ungheria e il Cile.

Il nostro tasso di crescita economico è solo dell'1,3%. Dal 1993 al 1999 l'indice di competitività del sistema Italia è sceso del 2,3%. Nel medesimo periodo in Francia è aumentato dell'8% e in Germania del 7%.

E' certamente vero che ad un posizionamento tanto negativo contribuisce in buona parte la patologica fragilità dei Governi che continuano ad avvicendarsi prima della fine delle legislature. Ma non è tutto. Vi sono numerosi altri punti di debolezza. In sintesi:


· nell'area economia interna il rapporto tra aziende e Governo;
· nell'area infrastrutture la rigidità del mercato del lavoro;
· nell'area scienza e tecnologia la carenza di strutture di ricerca e sviluppo;
· nell'area mercati finanziari la cultura finanziaria;
· nell'area popolazione il tasso di disoccupazione;
· nell'area management la formazione interna;
· nell'area governo gli oneri contributivi a carico dei datori di lavoro;
· nell'area internazionalizzazione gli incentivi agli investimenti.
Fonte Summit


E' su questi due ultimi fattori che desidero focalizzarmi. L'endemica debolezza dei Governi, che continuano ad avvicendarsi prima del completamento della legislatura, "relega" l'Italia - relativamente all'item governo - addirittura in 46esima posizione. Sono il debito pubblico, le imposte reali sulle aziende e la spesa generale del Governo le criticità maggiori.

Una sintetica analisi degli anni precedenti evidenzia come il nostro Paese non sia riuscito ad abbandonare queste imbarazzanti posizioni. Un così fragile sistema di governo non può che avere delle negative ripercussioni su un altro fattore preso in analisi dall'indagine, quello dell'internazionalizzazione.

Il nostro Paese, tuttavia, in questa area registra delle performance accettabili, collocandosi al sedicesimo posto. Anzi, relativamente ad alcuni indicatori - quali esportazione merci, esportazione servizi commerciali, crescita negli investimenti all'estero - si colloca entro le primissime posizioni. Di contro, la globalizzazione, gli incentivi agli investimenti e i contratti nel settore pubblico rappresentano i principali punti di debolezza di questa area.

Per migliorare le performance nelle due aree analizzate occorre:

 sviluppare sia aggressività nei mercati internazionali (export), sia capacità di attrarre
investimenti diretti;
 focalizzarsi su qualità, velocità e trasparenza per quanto riguarda governo e
amministrazione.

Mentre, in sintesi, per vincere le sfide generate dalla nuova economia e migliorare la competitività delle imprese è necessario tenere conto dei seguenti 10 fondamentali:

1. Sviluppare un'organizzazione a rete
2. Ipervelocità e iperdinamismo
3. Sviluppare nuovi modelli di business
4. Sviluppare l'intangibile e il capitale intellettuale
5. Incorporare il cambiamento nella cultura aziendale
6. Fidelizzare il cliente
7. Costruire un nuovo competitive edge
8. Sviluppare nuove competenze
9. Attivare uno spostamento di paradigma
10. Introdurre l'approccio degli Indicatori precoci (*)

Franco D'Egidio

(*) Sistema EWDS. Fonte Summit

Il World Competitiveness Yearbook è curato da IMD, International Institute for Management Development. Per maggiori informazioni consultare i siti web: www.imd.ch e www.summit-tmi.it