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BOX Europa 2010
Focus Glocal MONITOR

Cercasi disperatamente elettore


Nell’indagine "La società dietro il voto", realizzata da Unicab nell’ambito di un osservatorio patrocinato dall’associazione Governance, le elezioni presidenziali francesi del 2002 diventano un caso di studio emblematico per valutare alcune tendenze di fondo della politica europea.

I conflitti internazionali e quelli che passano attraverso le constituencies locali stanno riconfigurando le mappe classiche di inclusione/esclusione. Sia gli scienziati sociali che i dirigenti di partito sembrano affascinati dalla figura più mutevole e meno conosciuta al centro delle reti di governance: l’elettore. Attore sovrano o semisovrano, sulla carta. Spettatore corteggiato e allo stesso tempo trascurato, perfino assente, nel teatro della comunicazione-spettacolo animato da media e leader - o aspiranti leader - che talvolta dimenticano di fare i conti in biglietteria.

Abbiamo provato a sintetizzare, intorno a dieci concetti-guida, un itinerario che può aiutare la ricostruzione delle nostre mappe sul destino dei gruppi dirigenti. Si tratta di una cartografia elementare e aperta, ma non del tutto arbitraria.


DIECI PAROLE IN VIAGGIO


Accountability. Espressione non facilmente traducibile. Indica una forma di responsabilità che lega chi svolge funzioni direzionali agli elettori-constituents (v. Elites).

Costituzione. Patto fondamentale che "costituisce" e limita sia i poteri che le reti di governance. Non sempre è codificata in un testo unico (il caso britannico docet). Può distribuirsi in una molteplicità di istituti che precedono eventuali formalizzazioni: seguire gli sviluppi dell’Unione europea.

Elites. Gruppi dirigenti comunque eletti o legittimati che esercitano una delega amministrativa, politica, fiduciaria. Dovrebbero essere accountable, ossia rendere conto del proprio operato alle constituencies di riferimento (v. Servizio).

Fedeltà. Variamente considerato in campo commerciale (Brand Loyalty), il problema dell’infedeltà si è largamente esteso ai contesti professionali tipici della Knowledge Economy - i lavoratori di talento possono "licenziare" i loro capi - e al mondo della politica. La mobilità elettorale e l’aumento dell’astensionismo sottopongono a dura prova le strategie di fidelizzazione dei partiti.

Governance. Nel Libro bianco sulla governance europea la Commissione di Bruxelles ha classificato cinque pilastri essenziali: apertura, partecipazione, accountability, efficacia, coerenza. Il principio di "sussidiarietà", che ha orientato l’attuale disegno di riforma costituzionale, è un esempio applicativo di governance idea.

Io-globale. Il cittadino dell’era postmoderna è all’incrocio di identità locali e relazioni globali sempre più complesse (v. studio Unicab "La società dietro il voto"). Soprattutto le tensioni innovative spiazzano le forze classiche di destra e sinistra, risolvendosi in un deficit di rappresentanza che rischia di alimentare l’instabilità istituzionale e la perdita di credibilità dei ruoli dirigenti.

Neopolitica. Il voto presidenziale 2002 in Francia ha evidenziato numerose spinte centrifughe e una tendenza alla frammentazione del consenso. Al primo turno nessun candidato ha varcato la soglia del 20%, mentre l’astensionismo ha sfiorato il 30%. Tendenze simili attraversano la politica europea, ormai non troppo distante dall’esperienza americana.

Partiti. Una delle questioni controverse riguarda la democrazia interna e le modalità di selezione della dirigenza. Fra le proposte più discusse, e meno sperimentate, si distingue quella relativa alle "elezioni primarie". Così la governance dei partiti resta pericolosamente nel vago.

Servizio. L’associazione Governance s’ispira al principio del dirigere come servizio. Se gli elettori che esercitano il potere sovrano sono i "padroni", come gli azionisti di una società, chi amministra la cosa comune è un servitore. La conseguenza - forse banale, spesso trascurata - è che l’accountability degli amministratori diventi oggetto di costante scrutinio e verifica. Quanto sono diffusi gli strumenti di Customer Satisfaction riferiti all’azione dei gruppi dirigenti?

Valutazione. Attività di controllo, monitoraggio e rating per misurare i comportamenti delle élites di governo. Un modello interessante è stato realizzato dal Programma UNDP delle Nazioni Unite: lo schema TUGI (The Urban Governance Initiative) comprende cinquanta indicatori qualitativi e altri cento indicatori oggettivi (extended indicators) per valutare la buona governance nelle istituzioni locali.


 Rapporto Unicab-Governance